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L'oasi di TommyMantenetevi folli e comportatevi come persone normali 27/4/2007 Diciannove anniMancano poche ore...sto per centrare quell'obiettivo cercato da diciannove anni.
Diciannove anni di sudore, successi, fatiche, sorrisi, abbattimenti.
Diciannove anni di coerenza, una celebrazione alla mia volontà.
Ma ora è il momento di dormire. Tra poco saprò e saprete quale sarà il finale di questo film. 16/8/2006 Mykonoooooooosssss!!!! I love this fxckin' island!!!Descrivere Mykonos è svelare quella parte lussuriosa che tutti possediamo.
Il piacere e la ricerca dell'eccesso scandisce il tempo di questa brulla isola, dove la vegetazione non esiste, quasi a farti capire che sei in un posto "dimenticato da Dio". Ma Mykonos è anche tranquillità, basta scendere in una caletta o arrampicarsi su una scogliera per ammirare un paesaggio quasi chimerico impregnato da un silenzio violento. Il fuso orario di mykonos è avanti 6 ore, i più mattinieri si alzano alle 12 e quel punto decidi: lussuria o serenità? La lussuria non può che portarti verso spiagge come Paradise, Super Paradise o Paranga, dove la musica e la voglia di ballare è padrona dal primo pomeriggio sino alle prime luci dell'alba. La ricerca della serenità ti porterà a Ftelia, Kapari o Merchia, dove il suono sarà solo quello del mare. Questa è la versione poetica del viaggio, ma scendiamo alla parte nuda e cruda...
Mykonos oggi ha perso la sua vocazione gay per diventare una sorta di Little Italy nel cuore dell’Egeo. L'isola ti impone ritmi infernali: non ci si sveglia mai prima delle 1 del pomeriggio, si pranza intorno alle 6, si esce e si mangia dopo la mezzanotte. In discoteca, ovviamente, solo dopo le 2, sennò fa sfigato. Il rientro mai prima delle 6-7 del mattino. Dopo una settimana a questi ritmi si capisce anche perché l’Isola è off limits per gli over 30. Noi 24enni arrembanti in perfette condizioni fisiche, ci siamo trovati in serie difficoltà verso il sesto giorno.
Data la concentrazione di italiani è inutile dire che «ciao» e «prego» sono infinitamente più diffusi di «?a??µ??a» e «?a?a?a??». Quasi inutile anche cimentarsi con l’inglese: risposte del tipo «che stai addì?» o «scusa???» sono sempre dietro l’angolo.
Se il pane e la pasta sono gli elementi base della nostra dieta, a Mykonos c’è il Ghyros Pita, chiamato affettuosamente “il Pita” dai vacanzieri italici. L’equivalente greco del Kebab o della piadina romagnola, il Ghyros Pita è una bomba calorica studiata appositamente per fornire la giusta dose di energie ai discotecari dell’Isola. Economico e nutriente, il Pita annovera tra gli ingredienti carne di maiale, patate fritte, cipolle ed una salsa non identificata. Una volta consumato, per continuare ad intrattenere dei sani rapporti sociali è buona cosa procedere con un’adeguata igiene orale o al consumo di almeno un pacchetto di Vigorsol Reset.
I turisti squattrinati in cerca di un sano sballo e che non vogliono spendere 10 euri per un Mojito vanno di Beverone. E così eccoci tutti in coda alla cassa del minimarket a comprare bottiglie di Vodka, Rum, Vino, Succo alla Pera e chi più ne ha più ne metta. Il buon senso suggerisce di preparare il Beverone a casa, di riversarlo in una bottiglia di plastica da 1,5 l e di portarlo con sé stivandolo nella sella del motorino. Il Beverone si è rivelato molto utile come bevanda energetica nella fascia oraria dalle 18 alle 6 del mattino. Un appunto: sull'isola manca la vodka alla pesca, non abbiate come me la sciagurata idea di mischare la Red Bull con la vodka al mandarino!
Il motorino scassato, con la marmitta bucata e spompato a sufficienza per evitare di ammazzarti durante i rocamboleschi rientri mattutini, è il mezzo fondamentale con cui percorrere il tragitto casa-Paradise-Mykonos.
Paradise Beach, soprannominata “Il Paradiso”, è the place to be sull’Isola. Tranquilla spiaggetta fino alle 2 del pomeriggio, nel giro di poche ore la densità di persone aumenta vertiginosamente fino a 4 persone / metro quadro, grazie anche alle due discoteche che la animano a partire dalle 4 di sera.
Alle 6 del pomeriggio, non ci sono cazzi, il protocollo vuole che ci si ritrovi tutti al Tropicana, «l’aperitivo più figo di Mykonos» per dirla con le parole del nostro amico Sasà alla beach Paradise. E' qui che ci si lascia una fetta consistente del fegato a causa del vino comprato rigorosamente nei minimarket e travasato nella bottiglie del Tropicana. Al tropicana troviamo Sasà, l'intellettuale di riferimento dell’Isola, o meglio sindaco onorario di Mykonos. E' difficile definire la personalità eclettica di Sasà: animatore, vocalist, playboy nonché anima del Tropicana. Altri aperitivi aniamano l'isola, come alla Papanga Beach o Super Paradise, che sicuramente almeno una volta meritano una capatina.
E poi arriva la notte.. la scelta è tra Cavo e Paradise Club. “Il Cavo” per gli amici, appare come una normale discoteca, in seguito ad un esame più attento si rivela essere il locale dell’impossibile. Solo le persone più esperte e più allenate sopravvivono al Cavo: non se ne esce prima delle 7. Dello stesso tono il Paradise Club.
Ci sarebbero decine e decine di altre cose da raccontarvi, ma non ho più voglia e non voglio svelarvi tutto, l'isola è lì che vi aspetta per scoprirla!
5/8/2006 Mykonos arrivo!Finalmente si può accedere a questo dannato blog! Non ne voleva sapere di funzionare nell'ultimo mese..
Qualche novità, ma non posso svelarle tutte così..
Iniziamo da quella più recente..qualche ora fa ho trovato un volo last second per Mykonos! Oggi è sabato e parte lunedì da Roma! Yeahhhhhhh!!! Come andrà a finire non lo so, visto che non abbiamo prenotato nessun hotel...la speranza è di trovare un appartamentino da qualche pescatore, sperando che non ci metta a dormire insieme ai pesci! :-D In compenso l'isola deve essere qualcosa di unico...
Via, vado, è tardi e devo fare ancora la valigia!
4/6/2006 Mondi paralleliI sogni son desideri, ci ricorda la fatina. Come non darle torto, in fondo se la mattina ti svegli amereggiato nell'accorgerti che ciò che credevi realtà è solo finzione, è tutta colpa del bizzarro gioco dei nostri desideri. Neuroni che lottano con le sinapsi, scariche di energia, potenza chimica, tutto con il fine di sognare per colmare quel gap che nel mondo reale ci porterebbe all'estasi. Ma se tutto questo fosse vero? Voglio dire, se quello che ho sognato stanotte come posso essere certo che non sia avvenuto. La certezza non c'è. Come non c'è la certezza di adesso. Sembrano paranoie, forse lo sono, ma in fondo un sogno è realtà. Un sogno è libertà. E' vita. Così i miei viaggi notturni diventano preziosi ricordi da conservare, che si vanno a mescolare con tutti gli altri, anche con quelli che definiamo tangibili, perchè vissuti in questo mondo. Allora perchè non pensare a realtà parallele, perchè sono certo che esistono, non parlo da futurista, da pazzo, nemmeno da paranoico, parlo come una persona che crede nelle proprie senzazioni, perciò fondo i sogni con il presente per unire con un sagace gioco di prestigio realtà diverse, ma così vicine. 7/5/2006 Campione all'EreditàPoche righe, per un concetto essenzialmente semplice.
Cercherò di essere equilibrato e sobrio nell'esprimermi.
Non voglio sembrare eccessivo, voglio far risaltare il mio animo pacato.
Ho vintooooooooo
all'Eredità!!!!!!!!!!!
135000 euro!!!!
Ma vieniiiiiiiiiiiiiii!!!!
Terminato il concetto :-) Ho mantenuto la compostezza che contraddistingue il mio carattere, ahahah..
La puntata andrà in onda il 15 maggio alle 18:40 su Raiuno (salvo slittamenti ai giorni successivi a causa dell'elezione del Presidente della Repubblica).
25/2/2006 ColorblindBastò mezz'ora. I was colorblind. Odiai quel sole. I was afraid of it. Poi un giorno. I was turning into someone I like. Ancora rintocchi. Let me tell you something. 7/2/2006 Auguri TommyE' notte inoltrata, da bravo nottambulo ancora non sono a letto. Stanotte è in fondo una notte speciale, la notte del mio ventiquattresimo compleanno. A quest'ora Bozzolo era già lì a spingere, lacerando la povera mamma.
Di solito il babbo mi scrive sempre qualche verso divertente, per il mio compleanno o qualsiasi ricorrenza, spolverando il suo meraviglioso estro creativo. Mi è venuto in mente però il compleanno di otto anni fa, quando fece sue le parole serie di Kipling, dedicandomele, e ricordandomi che suo padre aveva fatto la stessa cosa con lui. Non so se sono diventato un Uomo, ma senza peccare di presunzione, credo almeno di esserci vicino.
Grazie babbo, grazie mamma per aver messo al mondo questo essere :-) Vi voglio bene, anche se non ve lo dico mai...
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa; se riesci ad aver fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio; se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare, o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, o se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio, e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio. Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo; se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina e trattare allo stesso modo quei due impostori; se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, e piegarti a ricostruirle con strumenti logori. Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
e rischiarle in un colpo solo a testa e croce, e perdere e ricominciare di nuovo dal principio e non dire una parola sulla perdita; se riesci a costringere cuore, tendini e nervi a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a tener duro quando in te non resta altro tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!". Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
e a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente, se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro, se tutti contano per te, ma nessuno troppo; se riesci a occupare il minuto inesorabile dando valore a ogni minuto che passa, tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, e, quel che è di più, sei un Uomo, figlio mio! R. Kipling 6/2/2006 Vivere 1000 anniNegli anni Sessanta ci si limitava ad ipotizzare l' ibernazione, arrivare freddi all'eternità confidando nei progressi della scienza. Oggi clonazione, cellule staminali, medicina rigenerativa, ingegneria genetica e quant' altro fanno formulare a qualcuno teorie ben più azzardate, vicine all' immortalità self-service. Ipotizzando una strada in salita talmente veloce nei prossimi cinquant' anni da arrivare a liberarci dallo scomodo destino di scomparire, prima o poi. Un' utopia, senza dubbio. Ma - qui la storia diventa interessante - l' utopia arriva da scienziati con un' ottima reputazione. L' idea che fra un quarto di secolo o poco più sia a portata di mano l' eternità del corpo (per l' anima ci hanno già pensato la filosofia e la religione, per i cristiani chi è più immortale di Gesù?) è venuta a Ray Kurzweil, genio della robotica e dell' intelligenza artificiale - è sua l' invenzione dello scanner piatto - ma anche scrittore di successo - i suoi libri, The Age of Intelligent Machines (1990) e il successivo The Age of Spiritual Machines (19999 sono dei best-seller - che l' ha esposta in un libro pubblicato da poco negli Stati Uniti: Fantantisc Voyage, Live long enough to live for ever (Rodale Books editore). Vivere così a lungo da vivere in eterno, appunto. Il futurologo non è solo in quest' eresia. Fanno parte del club dei visionari dell' immortalità altri ottimi cervelli, come Marvin Minsky, docente di intelligenza artificiale al Massachusetts Institute of Technology, Aubrey de Grey, esperto di computer dell' università di Cambridge e Gregory Stock, Direttore del programma di medicina, tecnologia e società dell' Università della California. L' utopia che questi scienziati lanciano è, in sostanza, che la ricerca, soprattutto quella genetica, sia ancora vittima di un conformismo culturale, punti a scoprire come è scritto nel Dna il nostro invecchiamento e non osi mettere insieme questa mole di conoscenze per un progetto nuovo. Quale? Sfidare l' orologio biologico della specie umana che, ahimè, sembra fermarsi al massimo a 120 anni, anche nelle migliori condizioni ambientali e esistenziali. "Abbiamo impiegato quindici anni per sequenziare il genoma del virus dell' Aids - afferma Kurzweil - per quello della Sars ci abbiamo messo un mese appena. Che ci vuole a scoprire tutti i geni chiave della longevità? Basta impegnarsi". "Mica ha torto - commenta Giuseppe Pelicci, Direttore del dipartimento di oncologia sperimentale dell' Istituto europeo di oncologia di Milano che nel ' 99 ha identificato il primo gene dell' invecchiamento - . Gli ultimi anni hanno portato ad un scoperta inequivocabile: l' invecchiamento è scritto nel nostro Dna, è un progetto genetico. Progetto che è diverso come span-life, come durata massima dell' esistenza, nell' uomo rispetto alla tartaruga, al cane, al verme o al moscerino, ma determinato da un certo numero di geni. Quanti? Per ora ne sono stati identificati 6, sparsi dal cromosoma 4 all' 11, ma senz' altro sono molti di più, nascosti qua e là nel nostro genoma. Non solo; gli esperimenti sul verme e sul topo, alcuni recentissimi, rivelano che silenziando questi geni, la vita si allunga in modo significativo". Ma l' uomo non è una tartaruga, né un verme. "Verosimilmente non c' è una grande differenza - ribadisce il ricercatore milanese, dando ancora ragione a Kurzweil -; studi in corso dimostrano che anche nel nostro organismo i geni regolatori sono più o meno gli stessi. Quindi, è solo questione di tempo: fra una trentina di anni le conoscenze in questo campo saranno abbastanza complete. Se saremo capaci di "spegnere" tutti i geni dell' invecchiamento, di annullare la loro funzione, l' ipotesi dell' immortalità non sarà più eretica. Il problema è un altro. Pur ammettendo che con l' ingegneria genetica si arrivi a costruire una vita potenziale di ottocento anni, le cellule del nostro organismo si troverebbero in una condizione di stress e di usura tale da essere incompatibile con la vita, o da produrre mostruosità". Ma il caparbio Kurzweil ha messo a punto una sua strategia in tre mosse per far sì che l' uomo del futuro possa affrontare la sfida di Matusalemme, che a quanto sembra di anni ne visse più di 900. Primo passo: integratori, vitamine, antiossidanti, ginkgo biloba, acetil-carnitina, tutto quanto oggi è disponibile per contrastare la formazione dei radicali liberi, l' insidia cellulare dell' invecchiamento. Lui stesso afferma candidamente di ingurgitarne ogni giorno 250 e di sentirsi, nonostante i 56 anni, un ragazzino. Seconda tappa: puntare sui test genetici in grado di svelare la predisposizione individuale a certe malattie e fare tutto il possibile per mettere in atto strategie preventive. Oggi imperfetti e disponibili solo per forme rare di cancro, questi esami, secondo il futurologo, nel giro di pochi anni diventeranno uno strumento formidabile di longevità. Terzo punto chiave della strategia di lunghissima vita, i nano-robot, sosia infinitesimali delle nostre funzioni compromesse che entrano nelle arterie e le ripuliscono dalle placche, sostituiscono un processo digestivo compromesso, trasportano farmaci dove serve. A conforto di tale ipotesi Kurzweil cita il robot lungo solo tre millimetri messo a punto da Tao Mei, dell' Accademia cinese delle Scienze a Pechino, che nel giro di pochi anni potrebbe rendere possibile la navigazione terapeutica all' interno del corpo umano. Il suo compagno di club Aubrey de Grey rincara la dose ricordando le promesse straordinarie delle cellule staminali e della clonazione. Un cocktail di innovazioni da far resuscitate un morto. "Ma l' uomo non è una macchina - commenta Umberto Senin, Direttore dell' Istituto di gerontologia e geriatria dell' Università di Perugia - . Questa immortalità materiale, vagheggiata con un ottimismo tecnologico al limite del delirio, non tiene conto di un fatto fondamentale: la vecchiaia non è una sconfitta dell' uomo, ma una vittoria. La nostra specie non era programmata per andare molto al di là dell' epoca riproduttiva. Invece, nel corso del secoli abbiamo rubato anni al destino biologico, nell' ultimo secolo oltre trenta. La scommessa oggi è viverli bene, senza malattie né acciacchi, lasciando perdere l' idea di un corpo eterno". Come dire, l' esistenza dell' uomo contemporaneo è un evento straordinario, immortalità sarebbe già invecchiare senza fatica. Il nostro orologio biologico si ferma, nella migliore delle ipotesi, a centoventi anni Si può arrivare a "silenziare" tutti i geni che provocano l' invecchiamento. Il segnatempo sta sulla punta dei cromosomi e in un mosaico di frammenti del patrimonio genetico La loro esistenza supporta l' idea che il percorso dell' uomo sulla terra sia programmato: i telomeri, piccoli porzioni di Dna situati all' estremità dei cromosomi, ne sarebbero i depositari. Con una funzione simile a quella delle protezioni di plastica, in punta ai lacci delle scarpe: evitano che l' elica del Dna si sfilacci ad ogni sua duplicazione. Ma queste minuscole strutture si accorciano via via nel corso della vita, quasi segnassero il tempo di quanto ci resta da vivere. L' attenzione sui telomeri si è accesa quando nel 2003 Richard Cawthon, dell' Università dello Utah ha scoperto con uno studio, pubblicato sulla rivista Lancet, che gli anziani con i telomeri più lunghi muoiono dai cinque ai sei anni più tardi rispetto agli altri. Ma il programma genetico che regola il nostro invecchiamento sembra ben più complesso: è modulato, con tutta probabilità, da un grande numero di geni, dei quali si sa ancora pochissimo: noti finora sono solo sei. "Siamo in una fase di studio analoga a quella della ricerca dei geni del cancro molti anni fa, praticamente agli albori" sottolinea Giuseppe Pelicci, che ha identificato nel ' 99, con una storica pubblicazione su Nature, un gene chiave dell' invecchiamento nel topo, detto P66shc. Ma già le ricerche sul moscerino della frutta e sul verme condotte in precedenza avevano scoperto l' importanza dei geni sulla durata della vita. Negli ultimi anni gli studi in questo campo sono andati avanti a grande velocità. Tra questi, importante quello di gruppo di scienziati di Boston - tra questi anche l' italiano Annibale Puca - che sul cromosoma 4 di 300 centenari ha snidato un' area determinante per la longevità.
Tra i più ottimisti si annovera Aubrey De Grey, ingegnere elettronico e biologo inglese. De Grey ha una convinzione: che l’invecchiamento non sia inevitabile e che quindi vada evitato. Già conosciamo tutti i fattori che portano all’invecchiamento e presto scopriremo tecnologie per intervenire su questi fattori. Ma la cosa interessante, dice l’inglese, è il concetto di velocità di fuga: se tra trent’anni un uomo allungherà la vita di, diciamo, trent’anni, nei trent’anni successivi le terapie saranno ancora più avanzate e, quindi, l’uomo potrebbe avere altri trent’anni di vita da aggiungere ai primi trenta. Di trent’anni in trent’anni, l’uomo potrebbe giungere a vivere mille anni. Obiezioni? Pensiamo che queste ricerche non vadano portate avanti perché non vogliamo una società senza bambini o perché non vogliamo che i dittatori vivano in eterno, o perché pensiamo sia più giusto spendere soldi per salvare gli africani? Chi siamo noi – ribatte De Grey – per imporre i nostri valori sul futuro? Le decisioni spetteranno a chi avrà le terapie antiinvecchiamento disponibili. “Se riuscissimo a farlo con i topi perché non potremmo riuscirci dopo con gli umani?” E’ questa la domanda che Aubrey de Grey. E proprio per dimostrare l’ipotesi di base – ovvero che un topo può essere “ringiovanito” - De Grey, ricercatore al Dipartimento di Genetica dell’Università di Cambridge, ha lanciato il concorso del “topo Matusalemme”. Un concorso, con tanto di premio – un fondo in cui convogliano le donazioni di chiunque voglia contribuire alla causa – cui prendono parte i gruppi di ricercatori maggiormente impegnati nello studio di tecnologie anti-invecchiamento. Obiettivo per i partecipanti: raddoppiare la vita di una cavia da laboratorio. “Sarebbe un risultato” dice de Grey, “che farebbe finalmente prendere coscienza alla gente che l’invecchiamento di un organismo vivente può essere curato, se soltanto ci si applica senza pregiudizi e inutile rassegnazione”. Da ciò, è la tesi dello scienziato inglese, ne scaturirebbe una pressione sociale, inevitabile e ineludibile, che spingerebbe verso la ricerca i finanziamenti – soprattutto pubblici - necessari per studiare l’applicazione delle tecniche “anti-ageing” all’uomo. E comincerebbe così finalmente a dischiudersi la strada verso l’allungamento indefinito della vita – “il termine immortalità non mi piace” puntualizza De Grey, “anche perché falso: moriremmo comunque; solo che succederebbe molto, molto più tardi di adesso”. P.S. Il sito del Topo Matusalemme è http://www.methuselahmouse.org/ dove vedere l'avanzamento della ricerca o fare una donazione 8/1/2006 Sentinella"Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento una agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d'anni quest'angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo maledetto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c'era arrivato anche il nemico. Il nemico, l'unica altra razza intelligente della Galassia... crudeli, schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie. Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d'infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all'erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle. E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più. Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti col passare del tempo, s'erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante, e senza squame."
da Sentinella di Frederic Brown
30/12/2005 Lei, la neveE' nevicato come non era ormai da anni. Non mi ricordavo più Firenze innevata. Rimanevano di Lei solo fotografie sbiadite nella memoria. E ieri nuovamente sei tornata a trovarci, a farmi capire che quel fanciullo è ancora vivo.
Passarono i mesi. Nell'estate del 1884, Yuko scrisse settantasette haiku, uno più bello dell'altro. da Neve di Maxence Fermine 24/12/2005 Buon NataleBuon natale ai bambini, buon natale ai vecchi, buon natale ai ragazzi, buon natale agli amici, a chi studia, a chi lavora, a chi non è ancora nato, buon natale a chi ha perso il lavoro, a chi ha perso l’amore, a chi ha perso i soldi, a chi ha perso la casa, buon natale a chi ha rimpianti, a chi ha ripensamenti, a chi ha nostalgia, malinconia, buon natale a chi ha paura di morire, buon natale a chi ha paura di vivere, a chi ha paura di volare, a chi ha paura di sognare, buon natale a chi piange, buon natale a chi ride, a chi prega, buon natale a chi aiuta, buon natale agli emarginati, ai barboni, buon natale agli oppressi, agli orfani, ai carcerati, ai balordi, buon natale ai soldati, buon natale a chi non vede, buon natale a chi non sente, a chi non parla, buon natale a chi non cammina, buon natale ai medici, agli infermieri, buon natale agli ammalati, buon natale ai contadini, agli operai, ai minatori, buon natale ai preti, alle suore, ai santi, ai beati, ai profeti, buon natale agli angeli, buon natale a Dio, buon natale a chi ha un dubbio, a chi ha una certezza, buon natale a chi ha una promessa, buon natale a chi ha un handicap, buon natale a chi ha il cancro, buon natale ai pazzi, ai matti, ai bugiardi, buon natale ai cantanti, buon natale ai poeti, buon natale a chi dona il sangue, a chi dona gioia, a chi dona felicità, a chi dona un sorriso, buon natale a chi dona soldi, a chi dona pace, serenità, buon natale a chi dona acqua, a chi dona cibo, a chi dona speranza, buon natale a chi dona la vita, a chi dona il domani, a chi dona conforto, buon natale agli africani, agli indiani, agli albanesi, buon natale ai cinesi, ai rumeni, agli slavi, ai polacchi, ai russi, agli americani, buon natale agli italiani, buon natale a chi crede al natale, buon natale a chi lotta per la pace, buon natale a chi crede in un qualche Dio, buon natale ai musulmani, agli ebrei, ai buddisti, ai cristiani, agli atei, buon natale a chi è lontano da casa, buon natale a chi lavora a natale, buon natale a chi non farà più ritorno a casa, buon natale a chi si è perso per strada, buon natale a chi crede che il mondo potrà cambiare, forse domani, forse a natale, forse fra cent’anni, forse mai, buon natale a chi intanto spera, sogna, crede… buon natale a chi ancora non s'arrende...
buon natale a te...
buon natale a me.. 20/12/2005 Auguri NiccoAuguri Niccoooo!!!!
Hai già tre anni, mi sembra ieri quella notte di dicembre così fredda, quando a mezzanotte presi il motorino per correre a Careggi...e due ore dopo vidi i tuoi bellissimi occhioni, eri in braccio ad un'infermiera...sono stato il primo di noi che hai guardato, anche se ancora non potevi vedere, ma era come se mi fissassi, davvero...che emozione mi hai regalato...
Un abbraccio stritoloso dal tuo zietto... 8/12/2005 I'll flyChiedo illusioni, oggi. Di stravolgere la stanza che mi ospita. Il tempo degli esami sta per finire, fra poco, per poco. Indosso con forzata disinvoltura le pareti che tanto amo, ma iniziano a starmi strette. Troppo piccole per il mio enorme universo. Tasselli di puzzle camminano flemmatici fino al loro posto. Mi affaccio alla finestra e vorrei che le mie casse non sgranassero i suoni. Vorrei fossero abbastanza potenti da poter trasmettere a tutto il quartiere questa incontenibile voglia di correre e saltare senza pensieri. Perchè lo farò, oh si. Fosse anche solo per un giorno. - Ho voglia di viaggiare - Dove vuoi andare? - Ovunque - Tu decidi dove e io ti ci porto E' così che si deve vivere. Metà del tempo sobbarcati da responsabilità. L'altra metà liberi come aquile! E come loro, costruire il proprio nido in un posto ben protetto, ma in vetta alla più alta montagna che si riesca a trovare. E' così che voglio la mia vita. Lunghe passeggiate all'ombra di fitti boschi e interminabili salti nel vuoto spiccando il volo dalla cima di un monte! Correre a perdifiato per poi rimanere in bilico sull'orlo di un enorme burrone. 30/11/2005 Telecom Italia Lab chiede di me :-)"Buongiorno.
Mi chiamo xxxxx e sono responsabile in Tilab di un’area che si occupa di Context Awareness e localizzazione. Il nostro ufficio del personale mi ha passato il suo curriculum, che trovo di interesse per le attività che stiamo avviando (in particolare stiamo definendo ontologie per la descrizione del contesto e motori di reasoning). Le lascio il mio recapito telefonico, nel caso in cui fosse interessato ad una proposta di collaborazione Gruppo Telecom Italia - Direzione e coordinamento di Telecom Italia S.p.A. "
Beh, interessato sarei interessato, ma la tesi non la posso iniziare ora...maremma...che faccio? E' una gran bella opportunità, entrare nel gruppo di ricerca sullle nuove tecnologie tra i più importanti in Italia, ma ora è impensabile..domani lo chiamo xxxxx e sento un pò... Cavolo, non ho voglia di buttare al vento un'occasione così importante...avevo detto alla responsabile delle Human Resource che mi interessava una tesi con loro, ma da settembre in poi, non da ora...il problema è che loro stanno iniziando ora su questo argomento (su cui ho fatto la tesi di primo livello) e gli serve qualcuno che ne sappia qualcosa, visto che pochi ancora si interessano al Semantic Web e affini.. Che bello però quando qualcuno chiede di te, è una gran bella soddisfazione, a prescindere da cosa succederà.
24/11/2005 Roma...Pisa...e qualche dubbio in più...Lo scorso weekend l'ho trascorso nella capitale, per un meeting con i londoners...bella città, gente deliziosa..i giorni sono trascorsi girovagando per il centro, shopping e la domenica una bella "magnata" ad Ariccia..
E stasera sono cotto...oggi sono stato a Pisa, al Job Meeting, un incontro tra imprese e laureati..mi sono informato per un'eventuale tesi in azienda, forse le possibilità ci sono, in Telecom Italia Lab, Siemens, Accenture o Boehringer Ingelheim..io ci provo.. Per il resto esco da questa giornata con qualche conoscenza in più, ma con meno certezze...già avevo dubbi sul da farsi dopo la seconda laurea, ora non ne parliamo..
E c'era sempre lo stesso tramonto..
(questa la posso capire solo io) 17/11/2005 Vai a cacareSì, vai a cacare..
non me lo sono mai sognato nei quasi miei 24 anni di vita di mandarti a fanculo, ma stasera te lo meriti...
mi hai ferito...parole del genere non me le aspettavo da te..
io che contavo sulla tua stima, stasera hai tirato fuori la cosa più brutta che tu potessi dirmi... 12/11/2005 VenereLeggo, immerso nella biblioteca dell’edonista Des Esseintes,
perso nel proto-decadentismo di Huysmans. Ma scocca l'ora dell'ennesima distrazione quotidiana, il pensiero si catapulta in quell'imbrunire, in quel cielo così spoglio, l'azzurro, l'arancione, il violetto e Venere, ogni sera lì a farmi compagnia. Sei sempre lì lucente Venere, dolce compagna in tutti questi anni, sempre fedele, non mi hai mai abbandonato. Tutte le volte che sentivo bisogno di te, tutte le volte che mi sentivo perso, tutte le volte che mi sentivo parte di un sogno, mi bastava guardare il cielo all'imbrunire e te eri sempre lì a fissarmi, a proteggermi. Sono cambiato, ma te sei ancora il mio punto fisso, così mia, ma anche così lontana, quasi impossibile, non immagini nemmeno quante volte ho provato ad afferrarti, ma è stato sempre inutile, scivoli tra le dita, e così mi sono lasciato trasportare a te sempre con il pensiero. Ho preso di te quel poco che mi offrivi, silenzi, riflessioni, sorrisi, poesia. Sì, sei riuscita a donarmi poesie di vita Venere, mentre il corpo, pesante, rimaneva a quella finestra sotto la tua luce argentea. E mi sentivo dentro di te, avvolto dalla tua luce. Non so perchè non mi ha mai abbandonato la voglia di venirti a cercare ogni sera, te che mi osservi, che non rispondi alle mie domande, sei lì, immobile, perchè rimani una delle piccole certezze che compongono le note della mia vita. 4/11/2005 Il vento di FirenzeHo passeggiato per Firenze stanotte,
c'era vento, ma leggero. Mi sono dondolato,
guardando scorrere l'acqua
del fiume argenteo.
Seduto nella Loggia dei Lanzi
ho sorriso vedendo Perseo,
era come se mi fissasse, orgoglioso di mostrarmi
la sua eroica impresa, la testa di Medusa.
Gli osservo i sandali alati, dono di Minerva e Mercurio, oddio, come vorrei farli miei.
Nuovamente quel vento.
Ho passeggiato solitario
come muovendomi in un’altra dimensione.
Odori, suoni, scorci di un'epoca che è stata.
Non era la solita Firenze stanotte,
tutto era ovattato. L'ho visto il Duomo,
non era certo la prima volta, ma stanotte era come se lo fosse. E d'un tratto il Bargello,
dove vedo quel Francesco Pazzi, imppiccato alla finestra dopo l'attentato ai Medici. E' toccato a quel vento indicarmi la strada,
quel vento pieno di voci del passato. Ma non chiedetemi come sia riuscito a tornare a casa.
31/10/2005 ChocolateE già. Mi basta poco. Per crearmi l'illusione di uno stato d'animo migliore. Che resiste agli urti, che certo non è infrangibile, ma che si flette su se stesso, si piega un pò, si ammacca, ma poi ritorna a posto. Abbracciare con le mani una tazza di cioccolata calda all'amaretto. E' questo il senso della vita. Il calore e l'odore della cioccolata. E parlare con una persona che in fondo non sa nulla di me, ma che mi fa stare bene. Una macchia di cioccolato sul mio golf bianco mi fa pensare che non cambio mai. Non penso alle conseguenze dei miei gesti. Mi muovo lento. Mi gusto le cose. E nel gustarmi le cose, mi macchio. Mi ferisco, a volte. Potrei stare ore ad ascoltare una canzone che mi fa male, e gustarmi quel dolore, quella fitta allo stomaco che ormai è solo un ricordo. Mi ferisco, a volte. E consapevolmente. Mi muovo lento, in macchina, per le strade di Firenze. Con i finestrini abbassati, per far entrare l'aria fresca di un autunno che mi rende pensieroso. Mi dicono di fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Beh, io sono sempre puntuale. Detesto far tardi. Pigro, lento, quadrato, ingenuo, invisibile, e puntuale. Mi chiedono più di quanto io possa fare e dare. Ma ancora lo faccio, e dò. Ingenuo, sicuramente. Perchè dopo che abbaio, ringhio e digrigno i denti, mi basta un grazie strappato per tornare a scodinzolare festante. Perchè non ho voglia di passare le mie giornate nervosamente. Non ho voglia di risolvere questioni che ora non mi appartengono. Non ho voglia di sentirmi in ritardo. Non ho voglia che vengano messe in discussione le mie certezze, seppure trasparenti e barcollanti, seppure assenti. Ho bisogno di chi mi apra gli occhi, sicuramente. Ma non ho voglia di crearmi ulteriori pensieri. Ho le mie poche certezze. E in una tazza di cioccolata, oggi, galleggiano tutte. Tra briciole di amaretti e granelli di zucchero. 26/10/2005 L'incontro con LorenzoLunedì sera è stato uno di quei giorni che porterò sempre ben impresso nella memoria!
Dopo 15 anni che lo desideravo, ho finalmente conosciuto Lorenzo (Jovanotti)!!!!
Insieme ad altri ragazzi abbiamo scambiato con lui qualche chiacchera nel suo camerino prima del concerto, che bello!!! E poi ci ha portato dentro al palasport ancora vuoto a seguire le prove!!!
Il fatto è che non ero per niente emozionato, semplicemente contento...
Il concerto è stato serratissimo, un ritmo impressionante, lui come sempre mai fermo un secondo...
Avrei quasi voglia di andare a vedere anche la tappa di Livorno...qualcuno mi accompagna? :-P
Sono uscito distrutto, ho ballato per 3 ore, con un mal di testa allucinante, orecchi che fischiavano e con la consapevolezza di aver realizzato un desiderio che mi portavo dietro sin da piccolo..
Grande Lore! 15/10/2005 Esami ok, festeggiamenti in corsoIeri un bellissimo 30 ad elaborazione immagini e video, ma siii!!! Non ci speravo proprio.. Che si aggiunge al 28 di informatica industriale della scorsa settimana... posso essere soddisfatto!
Quindi ieri sera è ufficialmente iniziato il weekend dedicato ai festeggiamenti post - esame... ieri un drink allo Slowly con Gioele e due amiche, poi, visto che eravamo lì, e non era ancora tardissimo, io e Gio siamo andati a fare due salti allo yab.
Stasera? Non ne ho idea, ma voglio tornare distrutto a casa
Domani? Intanto una cena fissata con amici, per il dopo si vedrà..
buon weekend a tutti! 6/10/2005 Notte oniricaAvrei bisogno di te stanotte, Ma vorrei che fosse una notte senza tempo, Vedresti ogni secondo dilatarsi, Così uno squarcio taglierebbe il mio essere, La lussuria comanderebbe questa notte Questo è solo un mio desiderio, 3/10/2005 Keep your fancy freeL'ho letta in un vagone della tube a Londra e mi promisi che l'avrei ritrovata..ce l'ho fatta..ed è bellissima..
When I was one-and-twenty When I was one-and-twenty
Housman 27/9/2005 OmbreQuesta notte scrivo un urlo
dentro di me, mentre il silenzio acceca. Le ombre diventano movimento impercettibile,
forse illusorio, mentre l'infame scivola nei miei pensieri, e silenziose camminano, si dileguano, si trasformano, diventano vive. Curale, proteggile, sii loro amico, ma non farti mangiare. 19/9/2005 Una volta sognai...Una volta sognai di essere farfalla, una farfalla fatta e finita che se ne svolazzava in qua e in là. Sentivo soltanto la mia felicità di farfalla, del tutto inconsapevole di essere. Di lì a poco mi svegliai, e ritrovai il mio vero me stesso. Ma ora non so se sono stato allora un uomo che sognava di essere una farfalla, o se sono ora una farfalla che sogna di essere un uomo. Fra un uomo e una farfalla c'è necessariamente una distinzione. La transizione dall'uno all'altra si chiama "trasformazione delle cose materiali". O crisi d'identità potrei sostenere. Crisi d'identità che colpisce chiunque. Però in fondo essere uno pò te, poi un altro e poi altre centomila persone è normale, tutti non sono sempre se stessi ammesso che conosci te stesso. Basti pensere che i greci duemila anni fà già ritenevano il conoscere se stessi una virtù pari all'eudaimonia, cioè al buon vivere...quindi, e qui finisco con il mio vaneggiare, non sarò il primo e nemmeno l'ultimo ad avere problemi d'identità, se mi conoscessi già tutto sarei un saggio. |
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